Perché è necessario vedere Palestina 36 – Quando tutto ebbe inizio
MARTEDI' 10 NOVEMBRE
Molti di noi hanno visto NAZA, lo sconvolgente documentario che ha rivelato i dettagli inquietanti su come sia stato pensato e messo in atto il genocidio del popolo palestinese per mano israeliana nella striscia di Gaza, e come sia stato giustificato fingendo che la resistenza palestinese sia iniziata il 7 ottobre 2023.
La resistenza palestinese non è certo iniziata il 7 ottobre 2023, ma non è neanche iniziata nel 1948, l’anno che i palestinesi descrivono con la parola “Nakba”, ovvero “catastrofe”, in cui 700mila persone furono espulse o costrette a fuggire dai propri villaggi durante la guerra civile tra la comunità araba e quella ebraica a causa della costruzione del neonato stato di Israele. Le origini della resistenza sono ben più antiche e poggiano su delle responsabilità che l’occidente ha deliberatamente deciso di non assumersi.
Se vogliamo comprendere la storia della Palestina e del popolo palestinese, ma soprattutto, se vogliamo comprendere l’attuale momento storico, è necessario vedere Palestina 36 – Quando tutto ebbe inizio.
Un film - l’unico lungometraggio girato in Palestina negli ultimi tre anni di guerra – che ricostruisce le vicende del 1936, l’inizio della più lunga insurrezione palestinese contro il dominio coloniale inglese. In quell’occasione, i palestinesi di tutte le classi sociali, guidati dai contadini a cui erano state espropriate le terre, si mobilitarono e il sentimento nazionalista si diffuse sulla stampa araba, nelle scuole e nei circoli sociali e letterari. Ed è proprio perché ha spostato all’indietro l’inizio della storia palestinese - contestualizzando la realtà coloniale - che Annemarie Jacir ha realizzato un film politicamente fondamentale.
Da molto tempo la regista palestinese voleva portare sullo schermo la rivolta del 1936-39, per realizzare non solo una ricostruzione storica: «Palestina 36 non è qualcosa che appartiene al passato, è sempre stato attuale».
In Palestina 36, i palestinesi sono al centro della propria storia. Parlano prima ancora che Israele esista. E questo interrompe una delle modalità con cui la Palestina è quasi sempre stata presentata al pubblico occidentale: non è lo sfondo sul quale si svolge uno dei conflitti più lunghi e complessi della contemporaneità.
I palestinesi hanno una storia, una politica, una memoria: ben prima delle confessioni israeliane che abbiamo visto in NAZA.

LA STORIA
1936. Mentre i villaggi della Palestina si ribellano al dominio coloniale britannico, Yusuf si divide tra la sua casa di campagna e Gerusalemme, dove si respira una grande irrequietudine, desiderando un futuro al di là dei crescenti disordini. Ma la storia è inesorabile. Con il numero crescente di immigrati ebrei in fuga dall’antisemitismo in Europa e la popolazione palestinese che si unisce nella più grande e lunga rivolta contro il dominio britannico durato 30 anni, tutte le parti precipitano verso un inevitabile scontro in un momento decisivo per l’Impero britannico e il futuro dell’intera regione.
LA REGISTA
“La Nakba è cruciale, è la perdita della Palestina, il 75% della nostra popolazione trasformato in rifugiati, la separazione dalla terra. Ma il 1936 è la rivolta, una sollevazione anticoloniale di massa. Cominciò nei villaggi, tra i contadini, e si estese alle città, a tutto il Paese e a tutte le classi sociali. Fu un momento straordinario di organizzazione, resistenza e rifiuto”.
“Tutti noi palestinesi sappiamo che cosa accadde nel 1948, mentre in pochi conosciamo il 1936 e le condizioni in cui i palestinesi arrivarono alla Nakba. Durante la rivolta del 1936-39 un palestinese maschio su dieci fu ucciso o imprigionato. Per capire la Nakba bisogna comprendere quel momento”.
“È un film in costume, ma non l’ho mai concepito come qualcosa che appartiene al passato. È sempre stato attuale, pertinente e vivo. È un inno a una ribellione tenace che affronta un’opposizione militare insormontabile: un ritratto drammatico dei suoi fallimenti e della sua tenacia”.
Anne-Marie Jacir (Betlemme, 17 gennaio 1974), regista, sceneggiatrice e produttrice cinematografica palestinese. Con il suo film d'esordio, Il sale di questo mare è diventata la prima regista donna palestinese ad aver diretto un lungometraggio.