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Il Bollettino è un servizio di informazione e promozione delle attività culturali e politiche nel territorio curato dal Centro.
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“La Palestina rischia di sparire per sempre. Serve un’inversione di rotta dell’Italia e dell’Ue”: il nuovo appello di Oxfam

Affamata, distrutta, assediata e senza voce. I 73mila morti di Gaza e le violenze dei coloni. Le tende sovraffollate della Striscia dove si sopravvive a malapena, e gli espropri della Cisgiordania. Così la Palestina soffoca: “Rischiamo un punto di non ritorno verso la sua sparizione definitiva”. Parte da qui, da questo allarme, la nuova mobilitazione di Oxfam per ribadire tre richieste principali: la fine dell’occupazione israeliana, il pieno ingresso degli aiuti, e lo stop all’impunità del governo di Tel Aviv.

La campagna, che Ilfattoquotidiano.it seguirà nelle sue tappe principali, si chiama ©Palestina, tutti i diritti riservati e si rivolge alla società civile per ripotare al centro del dibattito pubblico l’importanza dell’autodeterminazione del popolo palestinese (QUI IL LINK PER ADERIRE). È allo stesso tempo un appello al governo italiano perché faccia maggior pressioni nelle sedi europee e internazionali per garantire questo diritto, a 2 anni dalla pronuncia delle Corte Internazionale di Giustizia sull’illegalità dell’occupazione e mentre oggi, 13 luglio, il Consiglio Affari esteri Ue viene chiamato a esaminare nuove sanzioni contro gli insediamenti. “I diritti del popolo palestinese – si legge nell’appello dell’organizzazione — sono inalienabili, universali e protetti dal diritto internazionale. Non sono favori o concessioni da negoziare“. Negarli riguarda non solo loro, ma tutti noi. “Significa indebolire i principi universali che ci proteggono”.

A Gaza, a nove mesi dal cessate il fuoco, le famiglie palestinesi vivono ammassate, senza i servizi essenziali, nel 35% del territorio della Striscia, il resto è occupato dall’esercito. Affrontano le temperature torride con meno di 6 litri di acqua pulita al giorno. E circa il 77% della popolazione (1,6 milioni di persone) soffre di gravi livelli di insicurezza alimentare. La ricostruzione è affidata al Board of peace di Trump, che finora ha escluso i palestinesi dai processi decisionali. In Cisgiordania i morti negli ultimi tre anni sono stati 1200, in un crescendo di violenze e incursioni militari. Gli sfollamenti, le demolizioni di case e infrastrutture, e l’accaparramento di terra, acqua e risorse naturali a favore degli insediamenti di coloni hanno soffocato l’economia, ridotto e disarticolato il territorio.

“Gaza resa invivibile e la Cisgiordania frammentata al punto che è impossibile delinearne i confini, sono ormai dei luoghi dove si sopravvive tra stenti – dice Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia – Rischiamo un punto di non ritorno verso la sparizione definitiva della Palestina e del suo popolo”. Essenziale, sostiene l’organizzazione, “è la pressione sul Governo italiano e l’Unione Europea per una radicale inversione di rotta che sostenga l’autodeterminazione del popolo palestinese e risponda adeguatamente ad una delle più gravi emergenze umanitarie del nostro tempo”. Tra le richieste c’è l’adozione della proposta di legge per vietare il commercio con gli insediamenti illegali firmata dai leader dell’opposizione, il riconoscimento da parte dell’Italia dello Stato palestinese, l’interruzione di qualsiasi trasferimento di armi verso Tel Aviv, e un processo davanti ai tribunali internazionali competenti che ponga fine all’impunità di Israele.

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13 Luglio 2026

Grazie Ernesto! La tua lezione non sarà dimenticata

Ernesto Burgio (1953 - 2026) ci ha lasciato domenica 5 luglio. Tante organizzazioni, associazioni, Enti lo hanno ricordato come uomo di scienza, formatore, medico. Riportiamo qui in fondo i link ai comunicati di ISDE-Medici per l'Ambiente e di Antropocene.org.
Come gruppo di compagni del Centro Culturale avremmo voluto poter continuare con lui quel profondissimo percorso politico e culturale avviato grazie alla grande disponibilità verso di noi, semplici militanti di base, che ha sempre vissuto fin dal giorno in cui ci siamo conosciuti. Era l'anno 2013 e l'occasione è stata il convegno veronese su "Pesticidi e salute" a cui partecipò un piccola delegazione trevigiana. L' anno successivo si avviò con Ernesto l'organizzazione di una conferenza a Vittorio Veneto, concretizzatasi il 14 febbraio del 2016 sul tema "Pandemia silenziosa. Inquinamento e disturbi nel neurosviluppo" presso la Biblioteca Civica. Fu a partire da quell'iniziativa che si saldò un legame di amicizia e di collaborazione che ha messo insieme lavoro culturale, impegno politico e qualche passeggiata in montagna, sempre rigorosamente senza i maledetti cellulari....
A Ernesto dobbiamo tanto anche rispetto a ciò che il Centro Culturale è diventato oggi ed in particolare alla nostra identità di "ecologisti nell'epoca dell'Antropocene" nella quale vive l'essenza del suo Pensiero e il senso profondo della sua militanza.
Grazie Ernesto! La tua Lezione non sarà dimenticata.

CENTRO CULTURALE BIBLIOTECA FRANCO DA RE


NOTE: 
In ricordo di Ernesto Burgio a cura della Redazione di Antropocene.org
Addio a Ernesto Burgio, medico e scienziato che ha unito ambiente, salute e impegno civile a cura di ISDE Medici per l'Ambiente

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07 Luglio 2026

Emergenza Gaza: sosteniamo il progetto di solidarietà !

Prima dell’aggressione dell'ottobre 2023 i palestinesi di Gaza avevano uno dei tassi di alfabetizzazione più alti al mondo e l’istruzione era fonte di resilienza e progresso per le generazioni. Oggi la politica genocidaria dello stato di Israele sta cercando di cancellare quell’orgoglio con il chiaro obiettivo non solo della distruzione fisica, ma anche un attacco profondo volto a colpire il futuro stesso di ogni bambino a cui viene negato l’accesso all’istruzione e la possibilità di forgiare il proprio futuro.

Quasi due anni e mezzo di attacchi alle scuole di Gaza hanno messo a rischio un'intera generazione. L'Unicef, con una iniziativa a gennaio scorso, ha affrontato l‘emergenza nel campo dell’istruzione con il programma “Back to learning” che vedrà coinvolti 336.000 studenti che frequenteranno diversi gradi di istruzione.
 
Le nostre due realtà di scuola tenda a Nuseirat e Shaty Camp, seguono 72 bambini e bambine e offrono un luogo dove leggere, scrivere e acquisire competenze matematiche di base, ma anche cosa altrettanto importante, un luogo dove giocare, socializzare e con attività di integrazione.
 
Il progetto “scuola tenda” nasce da un’esigenza espressa da Gaza dove la domanda di fare istruzione scolastica, quando le famiglie lottano per sopravvivere, procurarsi cibo, acqua e un luogo di riparo, nasce dalla consapevolezza che l’istruzione è fondamentale per la sopravvivenza stessa.

Non si mettono in contatto solo i bambini, ma si allarga la collaborazione e la condivisione tra le famiglie per affrontare le quotidiane difficoltà.   
 
Ma non basta la ricostruzione di Gaza.  Bisogna rimettere in moto il futuro di Gaza, vuol dire far vivere i bambini.

Le nostre instancabili collaboratrici di Gaza settimanalmente ci inviano foto delle attività nelle scuole tenda di Shaty Camp e Nuseirat. Per i mesi di luglio ed agosto saranno attività per lo più ricreative e non mancheranno le merendine.

SOSTIENI GAZA E I SUOI BAMBINI

Puoi versare direttamente tramite banca o portare il tuo contributo in sede BFDR il sabato mattina. 

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02 Luglio 2026
  • Palestina

Cansiglio: area camper o area naturale protetta?

Una nuova specie invasiva, aliena all'ecosistema forestale, sta colonizzando il Cansiglio trasformandolo da area protetta per la Biodiversità in area parcheggio. Parliamo del camper.  Già da qualche anno in estate si potevano trovare in ogni parcheggio disponibile, ma in questi giorni, complice l'ondata di caldo anomalo, sono arrivati in massa. 

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01 Luglio 2026
  • Cansiglio

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Aggiornamento da Gaza. Giugno 2026

Aggiornamento da Gaza 
Continuano i bombardamenti. Il Ministero della salute nel report dello scorso 24 giugno riporta che da ottobre 2025 i martiri sono stati 1.029 e i feriti 3.294. Le statistiche cumulative dall'inizio dell'aggressione: 73.041 martiri e 173.402 di cui a migliaia necessitano di cure specifiche che a Gaza non sono accessibili. 
 
Oltre due milioni di civili continuano a vivere  in rifugi, tende sparse per strada, tra le macerie e in spiaggia. I nostri partners che operano anche in campo sanitario parlano di una grave catastrofe sanitaria e ambientale, causata dall'accumulo di centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti, dalle perdite di acque reflue e dalla diffusa proliferazione di roditori e insetti. 
Questa catastrofe sanitaria che minaccia la vita e la salute delle persone non può essere disgiunta dall'agire dell esercito israeliano degli ultimi 32 mesi, nonostante la dichiarazione di cessate il fuoco del 10 ottobre 2025. 
Siamo arrivati ad una occupazione militare della striscia di Gaza pari al 70% del territorio che priva  di fatto  qualsiasi possibilità di ripresa, unitamente al blocco  dei previsti  600 camion giornalieri che avrebbero dovuto entrare a Gaza  con aiuti umanitari per sfamare la popolazione, ripristinare i servizi sanitari, fornire attrezzature e materiali per la ricostruzione, la rimozione di macerie e rifiuti.
Il confinamento di oltre due milioni di palestinesi in un'area limitata e nel contesto di cui sopra rappresenta solo una parte delle letali condizioni di vita imposte sistematicamente e continuativamente alla popolazione di Gaza. Queste condizioni corrispondono al concetto di infliggere deliberatamente a un gruppo condizioni di vita calcolate per provocarne la distruzione fisica, totale o parziale: il crimine di genocidio. 

Continua il lavoro di sostegno alla popolazione nelle scuole tenda di Shaty e Nuseirat camp. 

Giuditta - Progetto Scuola tenda per Gaza

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26 Giugno 2026
  • Palestina

Palestina: per l'ONU è genocidio

“Bambini palestinesi presi di mira deliberatamente da Israele. È genocidio”: le nuove accuse della Commissione d’inchiesta Onu
Lo studio si concentra sull'infanzia cancellata a Gaza a in Cisgiordania. Tel Aviv replica: "Solo propaganda diffamatoria"
di Redazione Esteri - Il Fatto Quotidiano

Due mesi dopo il cessate il fuoco a Gaza, il 10 dicembre del 2025, un ragazzo di 16 anni del campo di Jabalia viene ucciso da colpi di arma da fuoco e poi subisce un ultimo indicibile insulto: un carro armato israeliano passa sopra il suo corpo mutilandolo. È uno dei tanti casi riportati nell’ultimo dossier della Commissione indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite, in cui l’organismo accusa nuovamente Israele di “genocidio, crimini contro l’umanità e di guerra nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania“. Secondo gli investigatori l’esercito di Tel Aviv ha preso di mira in maniera deliberata i bambini palestinesi. E lo fa tuttora: nel documento si sottolinea come l’uccisione e il ferimento di minori sia continuato anche nei mesi successivi alla tregua di ottobre.

Già a settembre dello scorso anno la stessa Commissione, istituita dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite nel 2021, aveva pubblicato uno studio intitolato "Analisi legale della condotta di Israele a Gaza ai sensi della Convenzione sul genocidio” in cui sosteneva che le strategie di guerra messe in atto dall’esercito israeliano miravano a “uccidere il maggior numero possibile di palestinesi” anche attraverso “la distruzione della loro capacità riproduttiva“. Concludendo quindi che Israele aveva commesso genocidio nei confronti dei palestinesi della Striscia. In questo nuovo report, le accuse si concentrano in particolare sull’infanzia cancellata.

Nel nuovo approfondimento il team investigativo ha esaminato “l’uso della tortura, dei trattamenti inumani e degradanti, compresa la violenza sessuale e di genere, contro i bambini palestinesi, in particolare durante gli arresti di massa e la detenzione“. Ha analizzato inoltre “il modello di Israele che prende di mira le infrastrutture essenziali per i bambini, come le strutture sanitarie, e le sue conseguenze a breve e lungo termine, nonché l’impatto della violenza riproduttiva sui neonati, che si traduce in una cattiva salute neonatale e in esiti negativi del parto”. Sono considerati anche gli “attacchi contro orfanotrofi e scuole, con conseguente perdita di assistenza per i bambini non accompagnati” e “l’interruzione delle attività scolastiche con i danni all’apprendimento”, e l’impatto delle “condizioni di vita imposte da Israele a Gaza che causano mortalità infantile” e gravi traumi psicologici e fisici, che costringono a una vita di disabilità.

Uno studio a più livelli, che porta la Commissione a concludere che le autorità e le forze di sicurezza israeliane “hanno continuato a commettere il crimine di genocidio” a Gaza. Uno degli elementi cruciali per dimostrare l’intento genocidiario è proprio “il deliberato bersagliamento” dei bambini. “Anche se le bombe e le armi dovessero tacere a Gaza e in Cisgiordania, i bambini palestinesi non si riprenderanno semplicemente dall’oggi al domani”, ha affermato il presidente Srinivasan Muralidhar. “La distruzione della loro salute, istruzione e sviluppo è irreversibile”. La Commissione chiede quindi “a Israele di cessare la commissione di violazioni e crimini contro e che colpiscono i bambini palestinesi”.

Israele, da tempo aspramente critico nei confronti dell’organismo, ha definito il rapporto “diffamatorio” e una “farsa calunniosa“.”L’ultimo rapporto è un’opera di propaganda tanto oltraggiosa quanto le precedenti” si legge in un comunicato diffuso dalla rappresentanza diplomatica di Israele all’Onu di Ginevra. “La Coi è un meccanismo fondamentalmente viziato il cui scopo è quello di isolare e diffamare Israele anziché ricercare la verità. Utilizzando la demagogia delle moderne calunnie del sangue per diffamare Israele, la Coi nasconde attivamente prove evidenti di atrocità terroristiche. Cancella completamente i bambini israeliani brutalmente assassinati, rapiti e presi di mira da Hamas, ignorando al contempo il cinico utilizzo da parte di Hamas dei bambini palestinesi come scudi umani e pedine di guerra. La Coi è inoltre priva di qualsiasi meccanismo di verifica credibile per le sue affermazioni. Israele respinge categoricamente quest’ultima farsa diffamatoria, così come tutti gli altri rapporti diffamatori della Coi”.

Fonte: Il Fatto Quotidiano - 23 giugno 2026

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25 Giugno 2026
  • Palestina

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