Importante successo per la Delegazione LIPU di Vittorio Veneto, guidata dal naturalista e ornitologo Roberto Guglielmi, referente del progetto di ricerca dal titolo: “Monitoraggio della nidificazione dell’Aquila reale (Aquila chrysaetos) nelle Prealpi Trevigiane, in funzione della realizzazione di un carnaio per rapaci di interesse conservazionistico europeo”.

Il progetto in questione ha vinto l’edizione 2021 della Borsa di Ricerca intitolata a “Enrico Romanazzi”, messa in palio ogni anno dall’Associazione Faunisti Veneti (As.Fa.Ve.), per incentivare le migliori ricerche sui vertebrati del Veneto.

Il progetto si propone di aggiornare lo status dell’Aquila reale nel settore prealpino, censendo le coppie territoriali e gli individui immaturi e/o subadulti di Aquila reale presenti. Verranno monitorate le nidificazioni, al fine di raccogliere dati sul successo riproduttivo del leggendario superpredatore alato, simbolo della natura selvaggia e presente anche sulle nostre montagne, come hanno dimostrato i dati già raccolti negli anni scorsi.


Una parte della ricerca riguarderà la raccolta dei dati sulle abitudini alimentari del rapace, per capire quali prede vengono catturate per i pulli al nido. Tutto questo è funzionale alla progettazione di un carnaio per dare sostegno trofico alle Aquile reali, in periodo invernale, quando le basse temperature, la copertura nevosa e il tempo spesso inclemente potrebbero ridurre la disponibilità di prede vive per le aquile. Non tutti sanno che, infatti, le aquile sono animali parzialmente necrofagi, che si nutrono cioè, in certi periodi dell’anno e in mancanza di prede vive, di carogne.

Nelle Prealpi Trevigiane, l’assenza di prede tipiche delle aquile in ambito alpino, come le Marmotte
, potrebbe ad esempio ridurre il successo riproduttivo delle coppie nidificanti. Si cercherà di capire anche, con la collaborazione dei cacciatori della Riserva Alpina di Vittorio Veneto, come l’attività venatoria possa incidere sulla disponibilità di prede per le aquile. Oltre che per l’Aquila reale, il carnaio verrebbe predisposto anche per altre due specie di interesse conservazionistico europeo: Nibbio bruno e Grifone.
Aquila reale, Nibbio bruno e Grifone, sono tre specie inserite in Allegato I della Direttiva “Uccelli” 2009/147/CE, e, in quanto tali, sono destinatarie di particolari misure di conservazione volte a preservare il loro habitat e a mantenere le loro popolazioni in uno stato di conservazione soddisfacente.

Le Prealpi Trevigiane costituiscono una ZPS (Zona di Protezione Speciale), con un piano di gestione, a carico della Regione Veneto. Il progetto della LIPU si presenta particolarmente opportuno visto che, in quest’area di studio, da 20 anni mancano studi scientifici approfonditi sulla presenza dell’Aquila reale, mentre i dati sui Nibbi bruni sono scarsi. Per il Grifone, lo scopo è quello di attirare gli esemplari che vivono nella Riserva Naturale del Lago di Cornino, in Friuli – distante una sessantina di chilometri in linea d’aria dal Col Visentin - dove la specie fu reintrodotta alla fine degli anni ‘80 del secolo scorso.


Roberto Guglielmi - Delegato LIPU Sezione di Vittorio Veneto