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Premessa introduttiva
L’unico rapporto, l’unico legame che la montagna ha con il mare, è il mezzo attraverso il quale queste due entità praticamente opposte hanno la possibilità di incontrarsi, di mettersi in contatto fra di loro, e questo è uno solo: la strada che le collega.
Noi andiamo indietro nel tempo, e intendiamo soffermarci su un aspetto particolare di questo cammino tutto in discesa che dalle nostre vette va alla ricerca della distesa marina, dal chiuso delle strette valli scavate nel fianco delle montagne allo spaziare dell’orizzonte: il trasporto fluviale del legname.
E ci sembra che proprio questo aspetto evidenzi in maniera particolarmente profonda la possibilità di compenetrazione di due realtà che appaiono e sono opposte: i tronchi degli alberi dei nostri boschi montani, fatti confluire attraverso i fiumi, permettono di costruire le imbarcazioni che daranno la padronanza del mare.
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Dopo un breve cenno storico sulle origini e lo sviluppo della fluitazione, noi seguiremo i tronchi nel loro viaggio dal bosco al mare
Cominceremo dal momento in cui gli alberi venivano abbattuti, vedremo come erano trasportati fino ai fiumi dove venivano immessi, liberi, nella corrente che, sotto la sorveglianza di uomini detti Menadàs, li trasportava per un tratto del loro cammino finchè, attraverso le chiuse, erano raccolti e ammassati: con essi gli Zattieri fabbricavano le zattere che, caricate di altri tronchi e di merci varie, facevano navigare fino alla laguna.
INDICE
Premessa introduttiva, pag. 5
Notizie storiche e reperti neolitici, pag. 7
La fluitazione in epoca romana, pag. 11
Documenti storici sul commercio del legname
Fraglia degli zattieri, pag. 14
Taglio e trasporto dei tronti nei boschi, pag. 23
La Menàda: dai boschi a Perarolo, pag. 25
Il Cidolo, Perarolo e la Piave, pag. 35
Zattere e zattieri, pag. 45
Rievocazioni storiche, pag. 59