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Giuseppe Gaddi operaio e militante antifascista membro del Partito comunista italiano, è stato condannato nel 1928 dal Tribunale speciale a dieci anni e cinque mesi di carcere, pena che espiò a Civitavecchia. Liberato nel 1932 in seguito ad amnistia, riuscì a fuggire e a raggiungere la Francia, dove divenne redattore del quotidiano "La Voce degli italiani". Arrestato dai tedeschi allo scoppio della Seconda guerra mondiale, venne consegnato ai fascisti italiani. Dopo l'8 settembre 1943 entra nella Resistenza ma poco dopo venne catturato e deportato in un campo di concentramento in Germania. Riuscì a fuggire e a rientrare in Italia promuovendo la costituzione del Partito comunista nel Veneto. In questo volume racconta le vicende e la partecipazione dei comunisti veneti alla resistenza contro i nazi-fascisti tra il 1943 e il 1945. Negli anni sessanta dirige l'Associazione Italia-Urss e poi, fino alla morte nel 1982 a Vienna, la Federazione internazionale della Resistenza. È stato decorato con la medaglia al valor militare d'argento.
Indice
Introduzione, p.9
Gli antecedenti, p.23
Gli orientamenti e i fini, p.43
L'opera di Concetto Marchesi, p.69
Le formazioni garibaldine, p.83
L'attività del PCI, p.119
Le lotte delle masse, p.165
La stampa clandestina, p.165
Considerazioni finali, p.185
Appendici, p.189
Comunisti veneti condannati dal Tribunale Speciale, p.191
Combattenti antifascisti veneti nella guerra di Spagna, p.196
G. Pratolongo, La politica unitaria dei comunisti veneti, p.204
Inchiesta sul caso Verzotto, p.208