Opere complete. Vol. XXVI
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Il presente volume delle Opere complete di Marx ed Engels intende anzitutto fornire la traduzione completa dei cosiddetti «Quaderni di etnologia» marxiani, forse più compiutamente denominabili come «Quaderni etno-antropologici». Negli ultimi anni della sua vita, dal 1879 al 1882, Marx allargò infatti i suoi interessi anche alle nuove scienze umane dell’etnologia e di quella che oggi si usa chiamare antropologia culturale o sociale, che si andavano rapidamente sviluppando su uno sfondo evoluzionistico e che offrivano preziosi elementi di collegamento e confronto con il suo «materialismo storico». Compilò così corposi quaderni di Exzerpte o estratti con citazioni, riassunti, commenti da opere soprattutto di Lewis H. Morgan, John Phear, Henry S. Maine, John Lubbock.
L’insieme di questi materiali di studio marxiani (conservati all’Istituto Internazionale di Scienze Sociali di Amsterdam, Quaderni B 156 e B 150), redatti parte in inglese e parte in tedesco e con molte abbreviazioni, rimase sconosciuto al pubblico fino all’edizione dell’americano Lawrence Krader del 1972 (ed. Van Gorcum, Assen) e a quella, interamente in tedesco e con le abbreviazioni sciolte, del 1976 (curata dallo stesso Krader e con «traduzioni» di Angelika Schweikhart per l’editore Suhrkamp di Frankfurt a.M.). Quest’ultima edizione, più leggibile e pur sempre fedele, viene seguita essenzialmente in questa edizione italiana. Una versione spagnola condotta su quella iniziale di Krader è stata pubblicata da José Maria Ripalda per gli editori associati Siglo XXI e Pablo Iglesias di Madrid nel 1988. Delle parti relative a Morgan e a Maine è uscita anche una versione italiana a cura di Politta Foraboschi per le Edizioni Unicopli, Milano 2008.
Mentre la MEGA, nuova edizione in via di completamento della Marx-Engels-Gesamtausgabe, si propone un’edizione critica di questi quaderni, con minuzioso apparato filologico, dal nostro punto di vista è fondamentale il problema di una loro disponibilità e leggibilità presso un vasto pubblico del nostro Paese. Allo scopo è stato preparato anche un nuovo apparato di note per agevolare l’accesso alla massa di informazioni e di problematiche che questi testi presentano.
Naturalmente è essenziale distinguere il giudizio e i commenti di Marx – che per lo più lui stesso contrassegna con parentesi quadre o anche solo tonde – dal pensiero degli autori utilizzati. Le sue stesse scelte compiute su questi testi e le insistenze su alcuni passi o temi vengono ad essere significative; incontriamo notevoli elementi di novità, in quanto il contatto con questi studi porta Marx a considerare la società e la storia in modo più ampio e articolato.
Pur non partito principalmente dalle tematiche etnologiche, ma piuttosto da quelle filosofiche, storiche ed economiche, Marx – affiancato da Engels – arriva molto naturalmente a interessarsene per i nessi e i confronti che gli sembra possibile istituire tra la propria prospettiva del materialismo storico e le indagini di alcuni di questi studiosi sulle forme di vita e le istituzioni sociali degli antichi e dei primitivi e sul variare delle loro espressioni culturali. Si vedano per esempio le considerazioni che nei suoi Grundrisse vanno sotto la dicitura di «Forme che precedono il modo di produzione capitalistico». Lo studio stesso del sistema capitalistico implica agganci e confronti con altri tipi di economia e società.
Questi appunti di Marx vanno quindi letti sullo sfondo di interessi che già lui ed Engels avevano iniziato a sviluppare. È noto che da tempo, prima di incontrare gli scritti da cui ha tratto questi appunti, Marx (come anche Engels) aveva condotto alcuni studi storici ed etnologici soprattutto sulle antiche collettività agricole in Germania, Russia, Irlanda ecc., testimoniati in varie opere e lettere. Tuttavia il nuovo interessamento di Marx alle strutture sociali «antiche» – a partire dagli studi etno-antropologici di Morgan e altri – è come lo spalancarsi di una finestra su un mondo più ampio e prima largamente ignoto. Questo suo nuovo sviluppo non è stato certo abbastanza riconosciuto in seguito. E soprattutto la presenza di questi «Quaderni» è mancata nelle vaste discussioni che sulle società precapitalistiche si sono svolte specialmente in Francia negli anni ’60-’70, aiutandosi più che altro con i Grundrisse, allora una novità negli studi sul marxismo [...]
Ferdinando Vidoni e Stefano Bracaletti
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