Visite: 434
Stato prestito: Disponibile
Come ormai tutti purtroppo sappiamo, l’impatto dell’umanità sul pianeta sta producendo effetti devastanti. La realtà geografica che identifichiamo con l’Italia è stata nei millenni estremamente mobile per ragioni tettoniche, morfogenetiche, climatiche, ma in ultimo anche antropiche e possiamo dunque affermare, con rigore scientifico, che Homo sapiens sta contribuendo a cambiare il clima e pertanto anche la conformazione della superficie terrestre: non è un fenomeno recente, ma non era mai accaduto in tempi così rapidi e con conseguenze così vaste.
Considerata questa inedita accelerazione, non possiamo fare a meno di chiederci: come muterà l’aspetto del mondo nel futuro prossimo? Se tutto continuerà ad andare per il verso sbagliato e non attueremo le giuste misure per evitarlo, assisteremo alla fusione dei ghiacci perenni e all’innalzamento del livello dei mari…
Per farci riflettere sui rischi concreti a cui potremmo andare incontro, il filosofo ed evoluzionista Telmo Pievani e il geografo Mauro Varotto hanno immaginato come si trasformerà l’Italia proiettandoci, in maniera distopica, nell’anno 2786. Esattamente 1000 anni dopo l’inizio del viaggio in Italia di Goethe, comincia così il tour di Milordo a bordo del battello Palmanova attraverso la geografia visionaria del nostro futuro: la Pianura padana sarà quasi completamente allagata; i milanesi potranno andare al mare ai Lidi di Lodi; Padova e tantissime altre città saranno interamente sommerse; altre ancora si convertiranno in un sistema di palafitte urbane; le coste di Marche, Abruzzo e Molise assumeranno l’aspetto dei fiordi; Roma sarà una metropoli tropicale; la Sicilia un deserto roccioso del tutto simile a quello libico e tunisino…
Tappa dopo tappa, al viaggio di Milordo farà da contraltare l’approfondimento scientifico che motiverà, con dati e previsioni, le ragioni del cambiamento territoriale – illustrato, per l’occasione, con una serie di mappe dettagliatissime create da Francesco Ferrarese. Uno scenario giudicato per fortuna ancora irrealistico, ma utile per farci capire che l’assetto ereditato del nostro Paese non è affatto scontato e che la responsabilità di orientarlo in una direzione o nell’altra è tutta nostra.
Nota editoriale
UNA RECENSIONE
Siamo nel 2786 – mille anni dopo il viaggio in Italia di Goethe – quando un turista ripercorre l’Italia del Grand Tour. Un viaggio in dieci tappe che, da nord a sud, tocca Venetia, Transpadana, Aemilia, Etruria, Picenum et Samnium, Latium, Sardinia, Campania, Apulia, Trinacria. Il libro è articolato in tre sezioni: la prima è composta dalle mappe italiane e regionali disegnate da Francesco Ferrarese con un gusto vintage per i vecchi atlanti scolastici di geografia “pre-Google Maps” e una toponomastica estrosa; la seconda dal diario di viaggio di Milordo elaborate dal filosofo ed evoluzionista Telmo Pievani; la terza dalle analisi scientifiche del geografo Mauro Varotto.
A cosa somiglia il Grand Tour del XXVIII secolo? Con la fusione del permafrost, la scomparsa delle calotte glaciali e la rottura dell’equilibrio antropico, il livello del mare è salito di 65 metri inondando le coste. Di Venezia spunta fuori solo il campanile di San Marco come se fossimo a Curon Venosta, col campanile del Trecento che svetta in mezzo al lago e il paese coperto da 22 metri d’acqua a causa della costruzione della diga. Altri centri urbani sono eretti su palafitte [...]
Riccardo Venturi - Antinomie.it - 14.05,2021
> LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO: CLICCA QUI