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Ricerca promossa dal Club di Roma, un sodalizio di imprenditori e studiosi, all’inizio degli anni ’70 che ha documentato con dati quantitativi puntuali elaborati dal MIT (Massachussett Institute of Technologi di Cambridge (Usa) la divaricazione fra dispobinilità di risorse e utilizzo delle stesse.
Il Rapporto sui limiti dello sviluppo, commissionato al MIT dal Club di Roma, fu pubblicato nel 1972. Donella Meadows, Dennis Meadows e altri ne furono gli autori. Il rapporto, basato sulla simulazione al computer World3, predice le conseguenze della continua crescita della popolazione sull’ecosistema terrestre e sulla stessa sopravvivenza della specie umana, riprendendo alcune delle preoccupazioni e delle predizioni del Rev. Thomas Malthus.
Nel modello originale furono prese in considerazione 5 variabili, sotto l’ipotesi che queste stiano seguendo una crescita esponenziale. Le variabili erano: popolazione mondiale, industrializzazione, inquinamento, produzione alimentare e consumo di risorse. Gli autori del rapporto intendevano esplorare la possibilità di individuare uno schema di feedback (di retroazione) sostenibile tale da alterare le tendenze di crescita della cinque variabili.
In estrema sintesi, le conclusioni del rapporto furono: