Giovedi 17 ottobre alle ore 20.45 nella Sala PalaCastanet di Santa Lucia di Piave, sarà proiettato il documentario "Lupo uno" di Ivan Mazzon e Bruno Boz.  I due documentaristi hanno seguito per oltre un anno i ricercatori dell’Università di Sassari, incaricati dalla Regione Veneto di monitorare e favorire la gestione “proattiva” di una famiglia di lupi attraverso l’impiego di tecniche sperimentali mai utilizzate nel contesto alpino. Il film, premiato al Trento Film Festival 2023, documenta uno dei più innovativi e pionieristici progetti di monitoraggio e gestione del lupo. Sullo sfondo, l’autenticità dei rapporti fra le persone coinvolte e le atmosfere mai scontate del Grappa.

Saranno presenti in sala gli autori  del documentario.





Duccio Berzi, tecnico faunistico che si occupa di conflittualità tra i lupi e le attività umane dai primi anni Novanta, che ha partecipato come coordinatore allo studio documentato in “Lupo uno”, così spiega l'importanza di questo lavoro sulla convivenza uomo-lupo:

«Nel film si descrive un progetto di telemetria proattiva (metodo che permette di osservare e raccogliere informazioni via satellite, ndr), utilizzando un linguaggio semplice e divulgativo, analizzando la situazione di questo animale, le criticità, le possibili implicazioni di un progetto del genere e lasciando il giusto spazio a riprese mai effettuate in Italia. Dal 2019 abbiamo catturato otto lupi sulle Alpi e sulle Prealpi venete e a questi si aggiungono tre animali rinvenuti feriti che sono stati liberati dopo essere stati curati e aver applicato loro il radiocollare. A oggi questa è l’unica esperienza di telemetria satellitare sistematica in atto sulle Alpi, che ci permette di raccogliere un’infinità di dati sulla specie sia di carattere biologico (come dimensione del loro territorio, entità degli spostamenti, uso dell’habitat, tasso di predazione, selezione delle prede) ma anche sulla relazione con le attività umane, come frequentazione delle aziende zootecniche e relazione con le opere di prevenzione».