di Dante Schiavon

fonte: accogliamoleidee.wordpress.com


Nel 2017 la Regione Veneto ha approvato la prima legge per contrastare il Consumo di suolo. È una legge che arriva dopo altre Regioni, ma prima di una normativa nazionale. Legge controversa, contestata da chi vorrebbe continuare come prima, sottraendo all’agricoltura il suolo per poterci costruire e questo per un motivo molto semplice: il suolo agricolo costa meno. Contestata anche da chi ritiene che l’azione di questa legge sia inefficace a contrastare il fenomeno che vorrebbe combattere.

Sappiamo che non possono più essere ignorati gli effetti di questo consumo di suolo che ha raggiunto livelli tali da comportare danni ambientali e costi sociali da imporsi all’attenzione in Italia e nel mondo.

Pubblichiamo qui un’analisi dei problemi ambientali dovuti al consumo di suolo e dell’inefficacia della Legge Regionale. L’autore è Dante Schiavon, persona interessata alle tematiche ambientali, in particolare all’emergenza consumo di suolo. Fa parte del “Forum Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori“. Ha fatto parte del gruppo di lavoro tecnico-scientifico del “Forum Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori” che ha redatto una proposta di legge per l’arresto del consumo di suolo.

Lo scritto di Schiavon si chiama “Ambientopoli veneta“, si tratta di un testo molto lungo e articolato, che verrà pubblicato in più puntate.



“L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrire. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.”
da Leonia di Italo Calvino (1)

 

PREMESSA

La Legge Regionale del Veneto nr. 14 del 6 giugno 2017 (2) e la Delibera della Giunta Regionale che dà applicazione al dettato dell’articolo 4 della legge (“misure di programmazione e di controllo sul contenimento del consumo di suolo”) sono provvedimenti che vanno impugnati per la loro “incostituzionalità” (art.9, art.41, art.42 della Costituzione), perché perpetuano nei “criteri” e nelle “modalità” il consumo di suolo che si prefiggono di contenere. Le vicende urbanistiche degli ultimi 40 anni, che hanno visto (una competenza concorrente, art. 117 della Costituzione) un “governo regionale del territorio” “dispendioso” in termini di “risorse naturali e ambientali” e le misure “ossimoro” contenute nella recente legge e nelle sue disposizioni applicative, determinano la “necessità di un intervento dello Stato” (art. 117 lettera s: “tutela dell’ambiente, dell’ecosistema, dei beni culturali”), a salvaguardia di una “risorsa non rinnovabile” (dilapidata e che si continua a dilapidare) che in questa Regione rischia di non poter erogare alla collettività livelli minimi dei suoi “servizi ecosistemici”: il suolo.

 


Un problema ambientale


Le conseguenze del “malgoverno del territorio” si manifestano talora in modo “drammatico” (come le frequenti proclamazioni dello stato di emergenza e di calamità naturali) e “diffuso” in luoghi diversi e a più riprese nei territori di una Regione “iper-urbanizzata”:

  • inquinamento delle falde,
  • sparizione di habitat e di biodiversità,
  • sottrazione di sovranità alimentare e monocolture intensive,
  • frane, allagamenti,
  • inquinamento dell’aria, bombe d’acqua, ondate di calore, ecc.


Il “consumo di suolo” è diventato un “problema ambientale” grazie alle dimensioni assunte dal processo di “artificializzazione” e “impermeabilizzazione” avvenuto in quasi 40 anni e che la legge regionale, come vedremo, accentua, sia nella quantità di futura “artificializzazione” consentita, sia nella previsione impressionante “multi-deroghe” all’arresto del consumo di suolo, che vanifica lo scopo della legislazione in materia.

Va ricordato come il suolo sia lo strato superficiale della terra, una pellicola fragile, dove vivono miliardi di creature viventi: il 25% della “biodiversità” sta nei primi 40 cm. di questa fragile pellicola che avvolge la terra.

L’illegittimità Costituzionale della legge regionale nr. 14 del 6 giugno 2017 risiede nel suo inappropriato “approccio metodologico”, con una catena impressionante di deroghe, e “contenutistico”, perché ignora il peso e la rilevanza, nel territorio veneto, della “quantità di suolo già sottratta” alle sue funzioni ecosistemiche.

La grave responsabilità della politica veneta, per la perdita diffusa dei “servizi ecosistemici del suolo, risiede nell’avere ignorato il valore di una risorsa non rinnovabile attraverso una consolidata e reiterata azione amministrativa ultradecennale che ha assunto, a livello culturale prima che politico, l’assioma: consumo di suolo=sviluppo.

Deficit culturale

Questo deficit culturale da parte di sindaci e amministratori nell’approccio “contro-natura” ai temi dello sviluppo è una colpa grave. Chi si candida a gestire il bene comune deve possedere un livello di conoscenze più approfondito rispetto ad un semplice cittadino, un livello di conoscenze che lo guidi nell’operare per il bene della collettività e che gli consenta di indicare, ai cittadini che rappresenta, una via sostenibile per il raggiungimento del benessere presente e futuro. Un requisito essenziale per chi si trova a gestire pezzi di potere amministrativo è il senso di “responsabilità” nell’uso e cura di “risorse fondamentali per la vita” delle popolazioni: aria, acqua, suolo.

Un richiamo alle istituzioni

Con questo documento invoco un’azione forte, anche di tipo giudiziario, per richiamare le istituzioni al rispetto degli articoli della Costituzione, che sono stati pensati anche a difesa di un bene che ha un valore ecologico universale”: il suolo.

bambini nel verde

Il suolo è il teatro delle diverse forme di vita umana, animale e vegetale, dei cicli bio-geo-chimici naturali che rendono possibile una “vita sana” sulla terra. Se una forma di “analfabetismo scientifico e culturale” sul valore ecologico di questi beni comuni è intollerabile e inquina il senso civico di cittadini-consumatori distratti, gli “atti amministrativi e legislativi” che determinano la perdita irreversibile o la contrazione della disponibilità di tali beni comuni si configurano come dei veri e propri “crimini ambientali”.

In Veneto è stata fatta una legge per il contenimento del consumo di suolo completamente “decontestualizzata”: non si è tenuto conto, colpevolmente, di dati oggettivi, urbanistici e sociologici, di comparazioni obbligate con altre Regioni e/o Nazioni più lungimiranti, della mole volumetrica e di superficie inutilizzata, della mole infrastrutturale stradale e ferroviaria già presente sul territorio, dei costi diretti e indiretti conseguenza della perdita di suolo fertile, insomma, si è fatta una legge come se il Veneto avesse una percentuale di suolo consumato uguale alla media europea (4,5%).


EVIDENZE SCIENTIFICHE, EMERGENZE AMBIENTALI E CLIMATICHE
2 rapporto sul capitale naturale
Il primo Rapporto sullo Stato del Capitale Naturale (http://www.minambiente.it/comunicati/il-secondo-rapporto-sullo-stato-del-capitale-naturale-italia), realizzato dal Comitato per il Capitale Naturale (2017), ha posto in evidenza significativi avanzamenti nelle statistiche geo-referenziate del consumo di suolo in Italia (inteso come copertura artificiale del suolo) e nella valutazione degli impatti del consumo di suolo su diversi tipi di servizi eco-sistemici, “essenziali” per la “vita biologica” sul pianeta.

 

 

consumo di suolo 2017In una Regione che vanta, secondo il Rapporto Ispra, edizione 2017, il triste primato di una cementificazione al 12,21% del proprio territorio, contro una media italiana di consumo di suolo del 7,6% ed europea del 4,5%, è già in atto una pre-crisi ecologica, i cui effetti, se non si agisce con rigore e tempestività, possono portare alla perdita della sovranità alimentare, a fenomeni meteorologici e climatici disastrosi, disgregazione culturale e sociale di intere comunità, oltre a desertificazione e perdita di biodiversità e di paesaggio.


Cos’è il suolo


Il suolo è lo strato superiore della crosta terrestre costituito da “componenti minerali organici”, “acqua”, “aria” e organismi viventi: non è un corpo morto, uno strato inerte senza vitalità (3).

Il suolo rappresenta l’interfaccia tra terra, aria e acqua e ospita gran parte della biosfera (il 25% di tutta la biodiversità sta nei primi 40 cm. di suolo).

 suolo e biodiversitc3a0

Il suolo non cementificato è la sede di importanti reazioni “bio-geo-chimiche” che rendono possibili:

  • essenziali cicli vitali per la vita sulla terra (ciclo dell’acqua, la fotosintesi, l’impollinazione, il ciclo del carbonio, del potassio, dell’azoto, del fosforo);
  • essenziali cicli vitali per il mantenimento di habitat necessari a tutti gli esseri viventi: persone, animali, piante;
  • l’accumulazione, il filtraggio e la depurazione dell’acqua nelle falde;
  • la produzione di materie prime, sostanza organica e biomasse;
  • la fornitura di cibo;
  • il controllo dell’erosione e la limitazione del dissesto idrogeologico originato dall’opera dell’uomo che, consumando suolo senza ragione, viola i limiti biofisici dei sistemi naturali del nostro pianeta;
  • la limitazione della concentrazione dei gas serra in atmosfera, assorbendo CO2 e altri inquinanti;
  • il soddisfacimento del “bisogno” di benessere, di bellezza, di spiritualità, di cultura, di arte, degli uomini che accettano di essere parte della natura.

 
Le conseguenze della perdita di suolo

In Veneto la perdita emorragica di suolo sta già producendo effetti sull’ambiente e lo si può constatate nei rapporti annuali dell’Ispra , che contengono “dati statistici oggettivi” di rilevante e preoccupante “taglio scientifico” circa gli effetti indotti da un “eccessivo consumo di suolo”, anche se, nella loro fredda elencazione, non possono fornire agli osservatori una “evidenza plastica” del grave deterioramento dell’Ambiente e del paesaggio veneto.

 verdure e condomini


In Veneto la caratteristica saliente del suolo, la sua “pluri-funzionalità ecosistemica”, sta venendo meno, compromettendo

  • il ciclo dell’acqua,
  • del carbonio,
  • il principio della “sovranità e sicurezza alimentare”,
  • il mantenimento degli habitat e della biodiversità,

    proprio nel mentre nuove e drammatiche emergenze ambientali imporrebbero a cittadini e amministratori della cosa pubblica un cambio radicale e netto del modello economico di sviluppo, che limiti le emissioni in atmosfera ( risorsa “aria”), l’uso sconsiderato della risorsa “acqua” e della risorsa “suolo”.

Le evidenze scientifiche dimostrano la pluri-funzionalità ecosistemica del suolo e il suo ruolo decisivo nel contrastare le emergenze ambientali e climatiche che assillano il Pianeta. A titolo esemplificativo è utile sapere (4) che:

  • a un aumento di 20 ettari di suolo urbanizzato per chilometro quadrato corrisponde un aumento di 0,6 gradi della temperatura superficiale;
  • nei primi 30 cm. di un suolo agricolo si accumulano 60 tonnellate di carbonio per ettaro (in un suolo urbanizzato zero);
  • un ettaro non urbanizzato trattiene fino a 3,8 milioni di litri d’acqua.


L’arresto del consumo di suolo, quindi, si pone, nella Regione Veneto, come l’obiettivo più urgente da perseguire da parte di cittadini e amministratori a tutela dell’integrità del ciclo biochimico su cui si fonda la vita sul pianeta: terra, aria, sole, acqua. Continua…

«I problemi non possono essere risolti dallo stesso livello di conoscenza che li ha creati.» Albert Einstein, scienziato e Premio Nobel per la Fisica


Dante Schiavon

 

NOTE

(1) Italo Calvino, Le città invisibili, Einaudi 1977.

(2) La legge regionale può essere letta e scaricata qui http://www.consiglioveneto.it/crvportal/leggi/2017/17lr0014.html

(3) Vedi anche https://accogliamoleidee.wordpress.com/2015/09/12/il-suolo/

(4) Dati desunti dal libro di Paolo Pileri, Che cosa c’è sotto, Altreconomia edizioni, Milano 2015 e riportati anche nei rapporti ISPRA.


> La seconda parte può essere letta qui: I costi del consumo di suolo

> La terza parte può essere letta qui: Bombe d'acqua e falde asciutte

> La quarta parte può essere letta qui:Tutela del suolo e legislazione