Sezione: Ecologia
Editore: Libria
Pagine: 296
Biblioteca: BFDR-sede di Vittorio Veneto
Anno: 2021
Note: Il paesaggio contribuisce a formare gli individui e le comunità, che a loro volta lo arricchiscono di elementi profondamente simbolici e culturali.
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Recensione


Il paesaggio è un oggetto di percezione e conoscenza del nostro cervello, che è un organo molto dinamico, a livello sia funzionale sia morfologico, un sistema aperto, in costante scambio di energia, materia e informazione con l’ambiente in cui è immerso. Esso non è pertanto solo quella porzione di natura che si mostra ai nostri occhi: è il luogo invisibile in cui s’incontrano e si confondono, inaugurando nuovi confini, il mondo esterno e il mondo psichico, con le sue strutture percettive e cognitive e con lo straordinario strumento di trasporto aptico costituito dalle emozioni, le quali proiettano fuori componenti del nostro corpo e recepiscono dalla realtà circostante atmosfere che smuovono la coscienza e la mobilitano. Per questo il paesaggio contribuisce a formare gli individui e le comunità, che a loro volta lo arricchiscono di elementi non immediatamente fisici e biologici, ma profondamente simbolici e culturali.

Silvano Tagliagambe è  professore emerito di Filosofia della Scienza e ha insegnato presso le università di Cagliari, Pisa, Roma La Sapienza e Sassari. È direttore delle collane Filosofia della scienza dell’Aracne editrice e Didattica del progetto dell’editore Franco Angeli. Tra le sue oltre 280 pubblicazioni da segnalare: Il sogno di Dostoevskij. Come la mente emerge dal cervello (Raffaello Cortina, 2002); Jung e il Libro Rosso. Il Sé come sacrificio dell’io (con A. Malinconico), Moretti&Vitali, 2014; e La divergenza nella rivoluzione. Filosofia, scienza e teologia in Russia (1920-1940), (con G. Rispoli), La Scuola, 2016. È tra i massimi esperti del rapporto tra identità e neuroscienze.

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Tags: Paesaggio