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Tra il 1925 e il 1937 vengono costruite, nell’Unione Sovietica, 354 nuove città, nell’ambito dei primi due piani quinquennali. Elemento determinante di questo processo è la partecipazione continua a tutte le fasi – di progettazione, di gestione – di larghi settori della cultura architettonica europea: in tal modo l’Unione Sovietica assume il ruolo, nella storia del Movimento Moderno, di grande area di sperimentazione e, contemporaneamente, di “specchio” su cui si riflette l’elaborazione tecnica dell’urbanistica contemporanea.
INDICE
Premessa, p.7
Da Francoforte alla nuova Russia, p.13
La questione della città sovietica, p.33
1929-1930: la città al lavoro, p.51
La città sovietica fra primo e secondo piano quinquennale, p.127
Mosca: la capitale del socialismo realizzato, p.167
La critica alla città del lavoro, p.258
Glossario, p.261
Indice dei nomi, p.263