Il taglio radicale delle siepi arboreo-arbustive, effettuato in territorio comunale di Cappella Maggiore (TV) nei giorni scorsi, rappresenta un grave scempio ambientale e una chiara violazione della legge. Esiste infatti il Decreto Ministeriale n. 63 del 10 marzo 2020, sui criteri ambientali minimi per il verde pubblico (CAM).


Ecco il passaggio normativo più significativo di questo Decreto Ministeriale che mette al bando le potature drastiche:

E. Criteri ambientali minimi per l'affidamento del servizio di gestione e manutenzione del verde publico.
c. Clausole contrattuali
11. manutenzione del patrimonio arboreo e arbustivo

Gli interventi di potatura devono essere svolti unicamente da personale competente, in periodi che non arrecano danni alla pianta e non creano disturbo all’avifauna nidificante ed effettuati solo nei casi strettamente necessari. [...] In particolare, l’aggiudicatario deve evitare di praticare la capitozzatura, la cimatura e la potatura drastica perché indeboliscono gli alberi e possono creare nel tempo situazioni di instabilità che generano altresì maggiori costi di gestione.

La Delegazione LIPU di Vittorio Veneto esprime profonda indignazione per quanto fatto, e mette in evidenza il grave danno perpetrato sia nei confronti della componente vegetale in quanto tale, sia nei riguardi della stessa in quanto habitat essenziale per la sopravvivenza di svariate specie di uccelli – Passeriformi e non solo – per le quali tali habitat rappresentano luoghi di rifugio, di alimentazione e di nidificazione. Una recente pubblicazione, inoltre, ha messo in evidenza l’estrema rarefazione, in tutta l’alta pianura trevigiana, dell’averla piccola (Lanius collurio), specie di interesse conservazionistico europeo - Allegato I, Direttiva Uccelli (2009/147/CE) -, costretta a nidificare in aiuola spartitraffico, per mancanza di siepi adatte, all’interno del suo consueto habitat agricolo, in un’area di studio estesa per 24,649 kmq (Guglielmi R., 2020. Nidificazione di averla piccola Lanius collurio Linnaeus, 1758 in aiuola spartitraffico nell’alta pianura trevigiana. Studi Trentini di Scienze Naturali, 99: 33-36). Un altro articolo, in stampa, riferito ad uno studio effettuato nel 2020, spiega come l’averla piccola sopravviva con una unica coppia nidificante in un’area di 344 ettari, nel collumbertese, per lo stesso motivo, ossia la mancanza di siepi arboreo-arbustive.

Roberto Guglielmi

Delegato LIPU Sezione di Vittorio Veneto