Il nostro amato compagno Augusto Segat ( Adelio) è morto ieri in ospedale dove era ricoverato per le gravi conseguenze del virus che lo ha contagiato e che sta segnando tutti noi, la società e il Pianeta, come un flagello.
Un flagello che tutti i più autorevoli analisti liberi dalle censure del dominio hanno attributo alla crisi ecosistemica che questa forma ormai immorale di capitalismo ha causato senza che se ne veda l'uscita e che, come pensava anche Augusto, spetterà alla lotta popolare e ai nuovi movimenti rivoluzionari affrontare e risolvere.

Augusto è stato per i comunisti vittoriesi  ed in particolare per il gruppo dei giovani della  FGCI , fin dagli anni Settanta, un riferimento tanto unico quanto forte.
Una montagna. Una montagna di serenità, di passione, di spirito paterno e protettivo nei confronti di tutti, con una legame speciale verso quei ragazzi irrequieti ed estremi nel loro spirito di ribellione e di lotta che animarono il Movimento del '77.  Ma anche una montagna di buon senso, quel solare buon senso di un operaio comunista che conosceva bene, per averle vissute fin da bambino, le condizioni di vita e di lavoro della classe operaia e dei contadini della montagna che tanto amava e dei quali si sentiva erede e cantore.
Un operaio dal profondo sapere tecnico che lo faceva considerare dai compagni di lavoro migliore e superiore a tanti ingegneri. Un operaio che ha lavorato nei cantieri del mondo, tornado sempre qua,  al suo paese e alla sua gente a raccontare le mille avventure in ogni angolo del pianeta. Un antifascista democratico e colto che ha vissuto sempre nel segno della Resistenza. Con lui scompare un compagno indispensabile.  Da oggi siamo tutti più soli. La commozione è tanta. Cosa resta? resta il ricordo, resta la sua Famiglia a cui vanno le nostre condoglianze. Restano i comuni Ideali che anche in sua memoria abbiamo tutti il dovere di onorare e portare avanti.

Grazie Augusto. La tua vita è stata la testimonianza della dignità, della passione e della onestà della Classe Operaia che sempre stava nei tuoi pensieri e nelle tue parole. La tua bandiera, la rossa bandiera rivoluzionaria, sventola nei cuori di chi ti ha conosciuto.  Non ti dimentichermo.
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Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli indispensabili. ( B.Brecht)