Trashed - Verso rifiuti zero
Documentario Gran Bretagna, 2012, 97'
Regia: Candida Brady

La Terra sta rischiando il collasso, a causa dell'enorme quantità di rifiuti che produciamo: se non agiremo al più presto ci ritroveremo presto in una di quelle situazioni tipiche della fantascienza apocalittica, in cui la popolazione si troverà a dover abbandonare un pianeta oramai morente. Sembra uno scherzo ma è tutto terribilmente vero. Il problema dei rifiuti è una di quelle tematiche di cui ci si preoccupa troppo poco. In un momento di crisi economica terribile come questo, pensare a che fine facciano i nostri rifiuti passa difatti decisamente in secondo piano. Eppure è un problema che tocca da vicino noi e le generazioni che cammineranno sul nostro pianeta in futuro. Quali sono i problemi effettivi a cui la produzione eccessiva di rifiuti può portare e come si possono risolvere? L'incenerimento dei rifiuti è una via percorribile oppure no? Presentato come evento speciale al Festival di Cannes del 2012, Trashed - Verso rifiuti zero di Candida Brady cerca di dare risposta ad alcune di queste domande, esplorando senza falsi moralismi il mondo dei rifiuti e cercando di rendere evidente la situazione problematica in cui ci troviamo.




I documentari sono un genere affascinante ma alquanto rischioso, dovendo riuscire a risultare divulgativi senza essere pedanti e al contempo essere appetibili dal pubblico. Trashed - Verso rifiuti zero riesce ad essere entrambi, dando una visione chiara ed esaustiva del problema e riuscendo a catturare l'attenzione dello spettatore grazie alla presenza magnetica di un attore del calibro di Jeremy Irons. Con il suo aplomb tutto britannico ci accompagna in un viaggio intorno al mondo che prende il via sulle sponde del Mediterraneo, in Libano, presentandoci un problema che colpisce anche le coste più a sud della nostra penisola e di cui nessuno sa nulla.

Nella periferia di Beirut, in riva al mare, negli anni si è venuta a creare una discarica a cielo aperto con montagne di rifiuti alte più di quaranta metri. Una discarica che, affacciandosi direttamente sul mare, inquina le acque di buona parte del Mediterraneo. Ci si pone una singola domanda: come si può smaltire l'enorme quantità di rifiuti che produciamo al giorno d'oggi? Inizia così in un lungo viaggio che porterà Irons ad incontrare persone che si battono quotidianamente cercando in ogni modo una via d'uscita dalla spirale discendente verso cui ci stiamo inesorabilmente dirigendo.
I rifiuti questi sconosciuti

Il documentario si suddivide in quattro parti distinte che risultano molto coese tra di loro, presentando ognuna un diverso aspetto della questione dei rifiuti: il problema dei rifiuti nelle discariche; gli inceneritori e la diossina; la plastica e l'inquinamento dei mari; e infine il riciclaggio. Candida Brady, documentarista alla sua prima prova in solitaria, sceglie per il suo progetto una via didattica ed esplicativa senza imbastire un impianto eccessivamente accusatorio. Il problema è infatti globale e colpisce tutti, ma finché non si riuscirà ad aprire gli occhi difficilmente si potrà fare qualcosa per cambiare.

Le immagini e le informazioni che ci propone sono essenziali e forti, estremamente forti - terribile la sequenza in Vietnam che racconta le conseguenze sui bambini dell'Agente Arancio, un erbicida a base di sottoprodotti delle diossine (composti chimici risultati dell'incenerimento dei rifiuti) usato dagli Americani durante la guerra e che necessiterà di almeno sei generazioni per scomparire dal sangue della popolazione, che si ritrova ad avere figli con gravi deformazioni fisiche. Non c'è alcun buonismo alla base e nessun compromesso per far sentire lo spettatore meno in colpa. Tutto ci viene mostrato nella sua cruda e terribile realtà. Attraverso la violenza di alcune immagini e la valanga di informazioni che ci vengono date Trashed - Verso rifiuti zero vuole diventare un mezzo con il quale rendere il suo pubblico più consapevole e in seguito, grazie al passaparola, esportare il suo messaggio in tutto il mondo perché “I film non cambiano nulla: solo le persone riescono a farlo.”

Diego Garufi

fonte: everyeye.it