Con quali conseguenze sulla produzione è ancora da vedere, nei prossimi anni il gigante asiatico potrebbe assistere a un processo di delocalizzazione delle sue imprese. I risultati ottenuti sin qui sono in ogni caso impressionanti. Le paghe medie orarie del settore manifatturiero sono triplicate tra il 2005 e il 2016, fino a toccare la cifra di 3,60 dollari all’ora. In America Latina, nello stesso periodo, è accaduto il contrario: il salario medio orario in Brasile è sceso da 2,90 dollari a 2,70, e in Messico da 2,20 dollari a 2,10. Drastico il calo dei salari del manifatturiero anche in Sud Africa: da 4,30 dollari all’ora a 3,60.

In India, che pure ha alle spalle anni di crescita sostenuta, l’aumento è stato solo di 0,70 centesimi l’ora, mentre nei Paesi più poveri dell’eurozona la contrazione è stata significativa. Gli operai portoghesi sono passati dal guadagnare 6,30 dollari all’ora a 4,50, meno di quanto guadagnano alcuni lavoratori del manifatturiero nell’Est Europa.

Ma a stare meglio in Cina è anche la classe media: in tutti i settori occupazionali, dice lo studio, il salario medio orario è passato da 1,50 dollari del 2005 a 3,30 dollari nel 2016. Merito dell’ingresso nel Wto, avvenuto nel 2001, che ha permesso al Paese di entrare nei flussi del commercio internazionale.
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