di Eleonora Forenza

Dopo le opinioni a favore del CETA nella commissione affari esteri (AFET), quella contro della commissione lavoro e politiche sociali (EMPL) e quella a favore della commissione Ambiente (ENVI), il CETA è stato approvato senza sorprese il 24 Gennaio dalla commissione Commercio Estero del Parlamento Europeo, commissione a maggioranza neoliberale e di Centro-destra. Ovviamente come gruppo GUE-NGL abbiamo dato battaglia in commissione e abbiamo votato contro, come faremo ovviamente anche in plenaria il prossimo 15 febbraio. IL voto in INTA ha registrato una maggioranza per il CETA meno consistente di quello che si aspettava: 25 a favore contro 15, anche a causa della profonda spaccatura nel gruppo socialista (5 contrari e 5 a favore).

Il dibattito sul CETA avrà luogo mercoledì 15 febbraio alla presenza del Primo Ministro del Canada Justin Trudeau e sarà possibile seguirlo via streaming sul sito del parlamento . Come GUE/NGL sosteniamo attivamente le reti che si mobilitano contro il CETA e gli accordi di commercio che antepongono la logica del profitto ai diritti delle persone. Proprio in ragione del risultato non ancora blindato sul CETA, la mobilitazione è ancora più importante.

La commissione e i governi pro ceta continuano a propagandare il CETA come l’alternativa “progressista” al protezionismo di Trump: è falso. Ad esempio, l’ICS (international court system – succedaneo del sistema di corti arbitrali per le imprese ISDS) aprirà le porte alla possibilità per le oltre 40mila grandi imprese Usa che hanno consociate in Canada – tra cui giganti dell’agroalimentare come Coca Cola, McDonald, Cargill, ConAgra foods – di ottenere gli stessi privilegi che garantirebbe loro il Ttip: la possibilità di influenzare la formulazione e l’applicazione di regole e standard che limitino i loro profitti e la facoltà di citare gli Stati in giudizio se si sentissero danneggiate dalle regole democratiche.

Lo stesso Trudeau una settimana fa elogiava la decisione del presidente USA Donald Trump di autorizzare la costruzione dell’oleodotto Keystone XL e si appresta ad esportare in Europa il petrolio prodotto da sabbie bituminose e scisti, ottenuti con i procedimenti estrattivi 5 volte più inquinanti e che l’UE si era impegnata a tagliare del 6% entro il 2020 attraverso la direttiva qualità dei carburanti del 2011. Inoltre gli ultimi scandali connessi ai Panama papers hanno dimostrato come il Canada sia uno dei paradisi fiscali più grandi ed efficienti del mondo: il CETA rischia di rendere più difficile la lotta all’evasione e all’elusione fiscale e l’adozione in UE di regole più restrittive contro il riciclaggio e i paradisi fiscali attraverso il meccanismo della cooperazione regolatoria.

Per tutte queste ragioni la battaglia contro il CETA è più viva che mai: il movimento STOP TTIP europeo ha lanciato una giornata di mobilitazione per il 15 Febbraio (potete trovare tutte le informazioni qui ,) che sarà preceduta martedì 14 da una grande assemblea ospitata dalla GUE/NGL nel Parlamento europeo per concordare le prossime date di mobilitazione. In previsione c’è anche una grande data di mobilitazione sui temi del commercio, dell’ambiente e della sicurezza alimentare in vista dell’anniversario dei Trattati di Roma di formazione della Comunità economica europea (24-25 Marzo).

Eleonora Forenza GUE-NGL