L’età capitalista è più carica di superstizioni di
tutte quelle che L’hanno preceduta. La storia
rivoluzionaria non la definirà età del razionale,
ma età della magagna. Di tutti gli idoli che ha
conosciuto l’uomo, sarà quello del progresso
moderno della tecnica che cadrà dagli altari col
più tremendo fragore 

(A. Bordiga).


Secondo Jena (La Stampa, 15 agosto) «Alla fine delle inchieste e dei processi si scoprirà che l’unico colpevole è il ponte». Una battuta fin troppo scontata che personalmente non trovo particolarmente arguta né ironica. Il vero dramma sociale che ci tocca vivere è che, «catastrofe evitabile e annunciata»  dopo «catastrofe evitabile e annunciata» (della serie: cornuti e mazziati, il danno e la presa in giro), non viene mai fuori il vero colpevole dei disastri: un sistema sociale orientato ossessivamente al profitto e che subordina al calcolo delle compatibilità economiche ogni attività pubblica e privata.

Non bisogna necessariamente aver letto l’ingegner Amadeo Bordiga per sapere che «è l’affarismo che detta legge alla “scienza” e alla  “tecnica”, pur nascondendosi alle loro spalle e spingendo in primo piano il tecnico, l’esperto, lo specialista» (*); soprattutto quando si tratta di dare in pasto un capro espiatorio all’opinione pubblica colpita dall’immancabile «catastrofe evitabile e annunciata».

Per il capitale è più profittevole la manutenzione di un ponte, di una strada, di una scuola, di una diga, di un palazzo, oppure la costruzione di un nuovo ponte, di una nuova strada, di una nuova scuola e così via? Bisogna vedere! Bisogna calcolare! E il governo in carica, su quali risorse finanziarie può contare per investire nella manutenzione di ponti, strade, scuole ecc.?  Bisogna vedere! Bisogna calcolare! Bisogna stabilire delle priorità! La coperta è sempre corta, per definizione. Soprattutto in Italia, dove i lavori pubblici hanno sempre avuto una chiara connotazione politico-clientelare, con ciò che ne è derivato in termini di efficienza e di produttività sistemica. Il calcolo elettorale sta al centro degli interessi della politica, e insieme al calcolo economico collabora all’irrazionalità generale che spesso provoca i disastri «evitabili e annunciati».

(*) A. Bordiga, Drammi gialli e sinistri della moderna decadenza sociale, p. 6, Iskra, 1978.


Sebastiano Isaia

Estratto dell'articolo pubblicato il 16.08.2018 sul sito: sebastianoisaia.wordpress.com