I cibo nel tempo della globalizzazione è primariamente una merce che arricchisce solo alcuni colossi dell'agroalimentare, mentre non e' piu' redditizio per gran parte di chi materialmente lo produce. Perche' mai? E quanto questo squilibrio influisce sui prezzi e sulla qualita' di cio' che mangiamo?

Vi invitiamo alla lettura di una dettagliata ricerca giornalistica di Patrizia Marani, regista del documentario sulle allergie: The Toxic Burden - Il carico tossico, visto in rassegna a Cinema e Ambiente 2017.


Alimentazione al secondo posto, i profitti al primo

 di Patrizia Marani

Il grido d’allarme di GranoSalus riguardo alla qualità del grano duro d’importazione, da cui si ricava farina, pasta e prodotti da forno, ha gettato luce sulla parallela situazione di enorme disagio economico del settore agricolo nel tempo della globalizzazione, che non pare – come vedremo nel corso della nostra inchiesta – premiare l’alimento di qualità e chi lo coltiva, tutt’altro. Il rischio di carattere tossicologico dei prodotti alimentari globalizzati è strettamente connesso al problema che l’agricoltura non è più redditizia per troppi di coloro che la praticano, ma solo per le multinazionali che forniscono i mezzi di produzione agricola (dai semi ai fitofarmaci) o trasformano e commerciano i prodotti alimentari. Leggiamo sul sito di GranoSalus, dopo l’invito a fare una donazione, anche del costo di un caffè, all’associazione: A proposito di caffè, sapete che, qualche decennio fa, con un chilo di grano si poteva pagare un caffè al bar? Oggi ce ne vogliono 5 chili! La crisi delle imprese agricole si può riassumere con questa frase.


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