In questa estate, più precisamente il 4 agosto, è ricorso il quarantennale della morte del filosofo Ernst Bloch. Se si eccettua l’iniziativa di Kilowatt (Festival culturale di San Sepolcro) di intitolare “Il Principio Speranza”, l’edizione del 2017, ispirandosi all’opera che riassumeva il pensiero blochiano così come s’era venuto evolvendo alla metà del ‘900, nessuna eco ha  avuto nella stampa nazionale la ricorrenza dell’anniversario. La cosa non sorprende, tardiva, sospettosa e settoriale ne è stato anche il recepimento in Italia delle opere di Bloch quando questi era ancora in vita e attivo protagonista dei dibattiti filosofici attorno alla sua particolare visione del pensiero marxista. Nato nel 1886 il filosofo aveva infatti già pubblicato buona parte delle sue opere quando nel 1962 compare da un piccolo editore nostrano una sua opera, tra l’altro neppure tra le principali, Differenziazioni nel concetto di progresso. Questo primo interesse nei confronti del filosofo, più che nell’ambito del dibattito culturale, trovò di certo origine dalla scelta che Bloch fece di non ritornare nella DDR dopo la costruzione del muro di Berlino. Lui che, dopo un lungo peregrinare era riparato negli USA, alla fine del conflitto mondiale volle ritornare in Europa scegliendo di stare dalla parte in cui confidava potesse trovare attuazione una società che aspirava alla realizzazione di quella che chiamava un’”Utopia concreta”. Fautore di una prassi che portasse alla meta, la Patria, compimento del sogno utopico dell’uomo, Bloch lo ha sempre indagato seguendo un filo rosso che  si dipanava nella filosofia, nell’arte, la letteratura, la religione, ma anche nell’”oscurità dell’attimo vissuto”. Avvicinatosi via via al pensiero marxista, fautore di quella che verrà chiamata una “corrente calda” del marxismo che aveva interessi piuttosto eterodossi venne poi a maturare scelte non in linea con la “corrente fredda”, l’ideologia “ufficiale” dei paesi socialisti. Sarà l’attenzione che Bloch ha avuto verso figure e tematiche religiose a far sì che in Italia il suo pensiero venisse oggetto di interesse, così come l’intreccio tra il pensiero religioso e l’agire rivoluzionario trovò interesse da parte di esponenti della Teologia della liberazione nel continente latinoamericano. Nel corso del tempo si sono poi pubblicate le principali opere del filosofo, studiosi hanno dedicato attenzione alle sue opere sviluppando una ricerca che, però nel declino delle visioni teleologiche di matrice ideologica, sembra non trovare spazio di  dibattito in ambito extra accademico.

Nel ricordare il filosofo la Redazione informa che in questo stesso sito, nella  Biblioteca Franco Da Re, è custodita, consultabile e richiedibile (previa iscrizione) un’ampia bibliografia di opere di e su Ernst Bloch.