Coronavirus: Come un minuscolo microrganismo possa fare ammalare non solo degli esseri umani, ma anche l’intero sistema socioeconomicopolitico su cui si regge oggi il mondo.

Un sistema che, ricapitolando, funziona così:

Monocolture. Un luogo del pianeta si dedica solo a fare telefonini, un altro produce carne, un altro i SUV, un altro vende le proprie attrattive turistiche. Oppure, una sola ditta si accaparra le emozioni e le comunicazioni dell’intera specie umana, un’altra tutto ciò che gli esseri comprano e vendono.

Lo scambio tra le concentrazioni – il flusso globale – percorre incessantemente il mondo, su un fiume di energia fossile trasformato in inquinanti, in parallelo a un fiume di denaro speculativo.
Tutto sembra più economico. Quando non addirittura gratis. Il salmone dell’Alaska lo possiamo trovare nel supermercato sotto casa, a prezzi che sembrano bassissimi.

Pescare il salmone in Alaska, disossarlo in Cina e rivenderlo nei supermercati italiani ha un costo pazzesco, che è però nascosto dal fatto che il 90% del prezzo – in distruzione della vita del mare, uso di petrolio e altro – lo pagano l’aria, l’acqua e i nostri figli. Sia perché non troveranno più il salmone, sia perché dovranno pagare i debiti su cui si regge la parte finanziaria del sistema.

Questo sistema ha due caratteristiche evidenti.
Il primo è che è diventato unico, planetario, non ne esiste un altro, come non esiste nemmeno un altro pianeta.
La seconda è che per farlo inceppare, basta un cosino che non è nemmeno unicellulare.

Certo, il coronavirus sarà solo una febbre passeggera, magari il picco sarà già passato; ma ci aiuta a capire cosa succede al minimo problema, con un sistema basato sullo scambio incessante tra monocolture.

E questo ci aiuta anche a capire, tra parentesi, perché la “questione ambientale” non potrà essere certo “risolta” con qualche New Deal for Nature, o piantando "a Trillion Trees" o creando nuove concentrazioni di intrugli geneticamente modificati.

Che fare?
Non lo so, ma partire dalla realtà è un buon inizio.


MIGUEL MARTINEZ su kelebeklerblog.com  15.02.2020