Pista da bob di Cortina: non è necessaria per il prestigio della Perla delle Dolomiti

Dopo l’annuncio di Giovanni Malagò in occasione della 141esima Sessione del Comitato Olimpico Internazionale a Mumbai, le dichiarazioni del Ministro Andrea Abodi e del Presidente del CIO Thomas Bach deciso a spostare le gare di scivolamento all’estero in una pista già esistente e funzionante, sembrava che il progetto della nuova pista da bob di Cortina fosse stato definitivamente abbandonato, invece il Ministro Matteo Salvini, per la soddisfazione del Presidente del Veneto Luca Zaia e di Confindustria Belluno, l’ha rimesso in gioco prospettando la possibilità di realizzarlo. Noi pensiamo che tra il dire e il fare in questo caso ci siano di mezzo i costi e soprattutto il tempo materiale per consegnare l’opera per il collaudo di novembre 2024.

Non si può pensare che siano senza fondamento le dichiarazioni di imprese specializzate secondo cui è impossibile realizzare in meno di un anno l’impiantistica di un’opera particolarmente complessa, quale è una pista da bob. Da considerare che lavorare in montagna è notoriamente molto più costoso che in pianura; inoltre in montagna è pressoché impossibile lavorare nei mesi invernali. Quello che temiamo è che i lavori inizino, ma che non vengano portati a termine in tempo utile per i Giochi, lasciando un’incompiuta che forse sarà terminata con comodo dopo l’evento per il quale era stata progettata, sempre che ci siano i finanziamenti per farlo. Un po’ come è avvenuto per la Pedemontana Veneta e che probabilmente avverrà per le varianti stradali di Cortina e della Statale 51.

Sarebbe questo il modo di far valere l’orgoglio Veneto e di evitare la figuraccia planetaria che tanto temono i vertici politici nazionali e veneti? Una figuraccia sarebbe piuttosto iniziare i lavori della pista e non portarli a termine in tempo utile. Questo sarebbe il vero danno d’immagine, non tanto avere meno gare a Cortina quale conseguenza di faciloneria, supponenza e delirio di potenza.

A questo proposito è utile citare alcune parti di un’intervista a Franco Carraro ex Presidente del CONI e membro del Comitato Olimpico Internazionale: “I dossier cambiano quasi sempre. Vengono approvati e poi modificati. …” ”I veneti si disperano ma dimenticano che dal 2019 parliamo di Olimpiadi di Milano e di Cortina. Si faranno gare importanti in Valtellina ma anche sul piano del feedback e del ritorno turistico si parla sempre e solo di Milano e Cortina. Che ci sia o non ci sia la pista, cambia poco secondo me.”

E ancora “ l patrimonio più grande di Cortina è quello naturale. Negli anni sono sempre riusciti ad assicurare lo sviluppo turistico ma preservando le bellezze naturali. Ogni medaglia ha il suo rovescio, quindi mettiamola così: 700 larici non saranno tagliati. E una volta finite le Olimpiadi non ci sarà il problema di milioni di passivo per gestire l’impianto”.

E da amante della natura “Il Veneto ha fatto bene la sua parte. Meno cose si fanno, meno si rovinano le bellezze di Cortina. Ripeto, il patrimonio vero sono le bellezze naturali. Cortina è uno dei posti più belli del mondo, meno si rovina meglio è.”

Perle di saggezza quelle di Franco Carraro, sulle quali molti che oggi protestano contro la decisione di non costruire la pista di Cortina dovrebbero riflettere per evitare gli errori del passato. La pista olimpica di Cesana docet: utilizzata per i Giochi Olimpici del 2006, dopo quattro anni andò in disuso per gli elevati costi di gestione e fu abbandonata diventando una discarica a cielo aperto, costata 110 milioni di euro pagati dai contribuenti. Anche allora furono i politici di turno a volerla a tutti i costi in nome dell’orgoglio nazionale, nonostante il comitato organizzatore avesse tutte le intenzioni di utilizzare la pista esistente e funzionante di La Plagne, appena fuori dalla frontiera, in territorio francese.

Vogliamo veramente che la stessa sorte capiti anche a Cortina? Vogliamo che si buttino via 124 milioni di euro di fondi pubblici? Denaro che potrebbe essere utilizzato a favore dell’attività sportiva di giovani e adulti. per esempio riaprendo la piscina chiusa da anni e ripristinando servizi essenziali per chi vive in montagna (trasporti pubblici, sanità, affitti accessibili per i lavoratori ecc).

La politica dovrebbe fare tesoro delle parole di Franco Carraro e accettare di spostare le gare olimpiche di scivolamento all’estero, come il CIO ha più volte indicato.

Coordinamento Associazioni Ambientaliste Alto Bellunese

Fonte: peraltrestrade.it - 12 dicembre 2023