Copertina di Caso Minamata (Il)
Categoria: Cineteca/Dvd
Anno: 2020
Note: Rievocazione del tragico caso di inquinamento nella città costiera di Minamata, Giappone, primi anni '70, a causa dell'avvelenamento da mercurio provocato dalla Chisso Corporation.

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Recensione

Il caso Minamata
Regia di Andrew Levitas
Usa 2020, 110', colori
Interpreti: Johnny Depp, Hiroyuki Sanada, Minami, Jun Kunimura

A metà tra il biopic e il film di denuncia, Il caso Minamata rievoca il tragico caso di inquinamento ambientale (con conseguenti morti e deformità per la popolazione) avvenuto nella cittadina giapponese e denunciato grazie all’intervento del fotografo di guerra americano W. Eugene Smith, che dopo anni di reclusione dedicò a quella tragedia uno dei suoi ultimi e più significativi lavori.

La storia illustra le vicende del fotografo di guerra W. Eugene Smith, di nuovo impegnato a documentare una tragedia dopo il lavoro compiuto durante la seconda Guerra Mondiale. Negli anni '70 Smith si reca in Giappone, nella città costiera di Minamata, per un servizio commissionatogli dal direttore di Life, Ralph Graves. Smith, armato solamente della sua fotocamera Nikon, documenterà lo scandalo della malattia che ha colpito una comunità sulla costa, a causa dell'avvelenamento da mercurio provocato dalla Chisso Corporation. Qui la popolazione subisce da anni un avvelenamento industriale da mercurio, a causa dell’inquinamento selvaggio provocato dalla Chisso Corporation, un’azienda chimica molto nota. Smith entrerà in contatto con la comunità di pescatori del villaggio e, armato della sua macchina fotografica, documenterà con dovizia gli effetti della devastazione ambientale sulla salute di quelle persone e sul territorio. Le prove ottenute potranno essere fondamentali affinché tutti gli abitanti di Minamata ricevano un risarcimento sia da quell’azienda criminale che dal governo nipponico. Così, come mai avrebbe immaginato, quella missione di lavoro si trasformerà, per Smith, nella redenzione che stava cercando da tempo.


La fotografia è un potente mezzo d’espressione. Usata in modo appropriato ha un grande potere di miglioramento e conoscenza; usata in modo sbagliato può accendere fuochi preoccupanti”(…). Il fotogiornalista non può che avere un punto di vista personale, ed è impossibile che sia completamente oggettivo. Onesto – sì, oggettivo – no (…). Sto cercando ciò che è veramente reale nel mio cuore: e quando l’avrò trovato, potrò stargli umilmente accanto e dire: “Ecco qui, questo è ciò che sento, questa è la mia onesta interpretazione del mondo; e non è influenzata dal denaro, da inganni o pressioni tranne la pressione della mia anima.

Questa citazione dello stesso Smith è forse la migliore spiegazione del messaggio che questo film, certamente non indimenticabile ma sicuramente volonteroso, cerca di fare, mettendosi sulla scia di tanti film di denuncia come Erin Brockovich, Michael Clayton, Promised Land o Cattive acque (per citare qualche esempio più recente, ma la cinematografia americana in questo filone è molto ricca), seguendo un‘idea di cinema talvolta ingenua ma piena di ideali, dove passa l’idea che un uomo, con le sue scelte personali, possa ancora cambiare le cose e la vita degli altri. (Laura Cotta Ramosino)



La grande inquadratura finale vale l’intero film ed i titoli di coda ci lasciano in sorte queste parole:

“Nella primavera del 1973, la Chisso Corporation accettò di rimborsare per intero le spese mediche e di sostentamento per le vittime della malattia di Minamata. La somma complessiva più elevata mai imposta da un tribunale giapponese. A fronte della iniziale soddisfazione della popolazione, né la Chisso né il governo giapponese hanno rispettato l’essenza finanziaria e morale di questo accordo. Nel 2013 il primo ministro giapponese dichiarò che il Giappone aveva risolto il problema dell’inquinamento da mercurio, negando l’esistenza di decine di migliaia di vittime che continuano a soffrire ancora oggi. La rivista “Life” pubblicò il suo ultimo numero settimanale il 29 dicembre del 1972. Il “bagno di Tomoko” è considerata una delle immagini più importanti della storia del fotogiornalismo. Gene e Alileen si sposarono il 28 agosto 1971, in Giappone. Gene morì il 15 ottobre 1978 come conseguenza indiretta delle ferite riportate alla fabbrica. Le fotografie di Minamata furono le ultime che scattò. Aileen è rimasta fondamentalmente legata alle attività della comunità di Minamata ed è impegnata nella sua lotta all’inquinamento ambientale ancora oggi”. 

Eugene W. Smith non è mai passato dalla strada al salotto… la macchina fotografica era un prolungamento della sua vita o viceversa… la mancanza d’illusioni, un sarcasmo spudorato o l’impudore di un moralista trasversale a tutte le morali, sono al fondo dei suoi eccessi caratteriali… Smith è vissuto sempre ai margini dell’esistenza, ha sabotato la fotografia in nome della fotografia e non si è intonato mai con la pletora narcisista dell’incensamento fotografico, nemmeno quando ha frequentato la Magnum… la fotografia libertaria di Smith si mostra come un’autopsia della società spettacolare, guerrafondaia, incanaglita nel profitto soltanto… una fotoscrittura che proclama sovrana l’intelligenza di dire no! alla desolazione della crudeltà, cattiveria, perfidia, genuflessione intellettuale… le sue immagini non hanno bisogno di troppe spiegazioni… sono contro la gerarchia dei partiti, delle dottrine e delle fazioni… figurano la brillantezza della sovversione non sospetta dell’ingiusto al di sopra ogni cosa, sempre… un eretico dell’eresia che non riesce a credere a nessun genere di “nobiltà d’animo”, se non in quella degli sconfitti, dei violati, degli ultimi… quando muore lascia in eredità ai figli appena 18 dollari e un patrimonio culturale/politico senza pari all’intera umanità. (Pino Bertelli)


Autori di questo libro

Levitas Andrew